ALIMENTAZIONE DEL CANE E DEL GATTO CON DIABETE MELLITO

ALIMENTAZIONE NEL DIABETE MELLITO 

Il diabete mellito è una malattia endocrina del cane, che richiede una terapia per tutta la vita dell’animale. Un’accurata alimentazione è una parte importante nella terapia, ed è essenziale adottare delle linee guida di alimentazione basate sui dati ottenuti attraverso studi clinici ben pianificati.

Circa il 30% dei cani con diabete mostra un evidente calo della vista. Nella maggior parte dei cani diabetici le alterazioni della lente si sviluppano entro 5-6 mesi dalla diagnosi e, a partire da 16 mesi, nell’80% circa dei casi si ha la formazione di una cataratta diabetica molto grave. Il rischio di morte è superiore durante i primi 6 mesi di terapia.

Le crocchette specifiche per cani di solito in un innalzamento post-prandiale dei livelli plasmatici di glucosio per meno di 90 minuti dopo essere stati consumati dagli animali e l’ideale è offrire i pasti in momenti tali da far coincidere la massima attività dell’insulina esogena con il periodo post-prandiale.

Ogni pasto deve contenere gli stessi ingredienti e lo stesso contenuto calorico e venga somministrato sempre alla stessa ora della giornata. Il principale fattore che determina la risposta glicemica post-prandiale nel cane è il contenuto di amido nel pasto, per cui si deve prestare attenzione a garantire la costanza delle fonti utilizzate e del contenuto di amido nella dieta.

La soluzione ottimale è quella di somministrare una dose costante di insulina ed alimentare gli animali in modo routinario.

Una somministrazione di insulina a dosi fisse, due volte al giorno, associata ad una dieta appetibile con un contenuto di amido costante, proveniente sempre dalla stessa fonte e offerta ad orari prestabiliti in relazione alla somministrazione dell’insulina, è probabilmente associata ad una riduzione del rischio di ipoglicemia.

Il diabete di tipo 1 è la forma più comune nel cane ed è caratterizzata dalla distruzione delle cellule beta del pancreas che porta ad una carenza completa di insulina.

Correlazione fra diabete e pancreatite nel cane

Un danno pancreatico esteso, che probabilmente deriva da una pancreatite cronica, è responsabile dello sviluppo del diabete nel 28% dei cani colpiti dalla malattia. L’intestino ed il pancreas sono influenzati inoltre dalla microflora intestinale, le infezioni e l’alimentazione. L’ipertrigliceridemia canina è la causa principale della pancreatite che si osserva comunemente nei cani diabetici.

L’obesità colpisce da un quarto ad un terzo dei cani ed è anche associata ad un aumento del rischio di pancreatite. Il consumo di diete ricche di grassi, la lipemia ed i disturbi del metabolismo dei grassi sono stati implicati come potenziali fattori eziologici nei cani con pancreatite associata ad obesità e svolgono un ruolo nello sviluppo di quest’ultima. 

Ruolo dell’insulinoresistenza nel diabete del cane 

L’obesità è uno dei fattori scatenante l’insulinoresistenza ed è ben conosciuto nel diabete di tipo 2 nel cane e nel gatto e porta ad iperinsulinemia e compromissione della tolleranza al glucosio. Questi sintomi sono particolarmente evidenti quando l’obesità viene indotta dal consumo di una dieta ricca di grassi saturi che non viene compensata dall’aumento della secrezione di insulina.

Diabete associato a diestro e gestazione 

Una diminuzione della secrezione di insulina si ha in cani sani a partire da 30-35 giorni di gestazione e diventa sempre più grave alla fine della gravidanza. La fase luteinica del ciclo non gravido della femmina ha una durata simile a quella delle 9 settimane di gravidanza.

Gli aumenti del progesterone causano un’intolleranza al glucosio ed un diabete elevato durante il diestro. Inoltre, il progesterone stimola la ghiandola mammaria delle cagne a produrre l’ormone della crescita, che è un potente induttore dell’insulinoresistenza associata al diestro può contribuire a determinare un aumento del rischio di sviluppo del diabete nelle femmine rispetto ai maschi.

La funzione dei lipidi nella dieta affetti da diabete è quello di diminuire l’assunzione di grassi saturi e colesterolo per ridurre il rischio di cardiopatia. Per quest’ultimi esistono dei dati indicativi della possibile utilità della restrizione dell’assunzione di grassi saturi, dell’incorporazione di grassi monoinsaturi nella dieta, della poca perdita di peso e dell’aumento dell’attività fisica.

Informazioni dietetiche per il diabete durante la gravidanza

Una diminuzione dei carboidrati nella dieta di una cagna gestante fa diminuire i livelli di glucosio postprandiale nella futura madre. Ciò ridurrebbe le fluttuazioni glicemiche contribuendo ad alleviare l’iperinsulinemia associata al diestro, preservando così la funzione delle cellule beta e riducendo così il rischio di diabete. Un’alimentazione a basso contenuto di grassi saturi, riduce il rischio di diabete, quindi è consigliabile una formulazione alimentare ad elevato contenuto proteico.

Scopi della dieta per cani e gatti diabetici

La dieta dei cani diabetici deve avere un rapporto di calorie adeguate ad ottenere e mantenere una condizione corporea ottimale. I cani con diabete poco controllato presentano una riduzione della capacità di metabolizzare i principi nutritivi assorbiti dal tratto grastroenterico e subiscono una perdita di glucosio attraverso l’urina e quindi possono aver bisogno di più calorie di mantenimento rispetto ai cani sani.

I pasti devono essere somministrati nel momento in cui il periodo postprandiale coincida con la massima attività dell’insulina esogena. Ogni pasto deve contenere all’incirca gli stessi ingredienti ed il medesimo contenuto calorico e deve essere offerto alla stessa ora ogni giorno. I proprietari dei cani diabetici devono essere consapevoli del fatto che la soluzione ottimale è data dall’impiego di un dosaggio di insulina costante e dall’attuazione di una routine alimentare.

Fibra alimentare e diabete del cane 

Le diete a basso tenore di fibra presentano un aumento del contenuto di amido. Nove cani su 11 alimentati con una dieta ad alto tenore di fibra è stato osservato un significativo miglioramento di tutti gli indici glicemici, con una significativa diminuzione delle unità di insulina giornaliere.

Fibra solubile: ha la capacità di trattenere l’acqua e forma una soluzione viscosa nell’intestino e i cani alimentati con diete con una viscosità aumentata possono presentare un più rapido assorbimento del glucosio postprandiale, aumentando dei livelli di assorbimento del glucosio ed una maggiore probabilità di sviluppo di diarrea rispetto ai cani alimentati con diete con una viscosità più bassa. Solo le diete con una solubilità intermedia possano essere associate ad un ritardo del tempo gastroenterico ed all’ottimale omeostasi del glucosio nel cane,

Fibra fermentabile: viene facilmente degradata dalla microflora del colon nel cane per produrre acidi grassi a catena corta che vengono assorbiti attraverso la mucosa intestinale. La fibra alimentare fermentescibile è associata ad un aumento della capacità di trasporto intestinale del glucosio.

Fibra insolubile, non fermentescibile: i cani non riescono a digerire la fibra insolubile, che viene quindi escreta con le feci a differenza della fibra solubile, l’insolubile esercita degli effetti benefici nell’intestino del cane e può essere tollerata in livelli abbastanza elevati nella dieta.

Carboidrati totali nella dieta

La digestione dei carboidrati avviene nel tenue del cane che degrada l’amido in glucosio, fruttosio e galattosio. La farina d’orzo è 5 volte più digeribile nel cane rispetto ai chicchi di orzo, mentre la farina di riso è quasi 10 volte più digeribile del riso bianco in chicchi. La farina di sorgo ha causato la più bassa risposta postprandiale al glucosio.

Una dieta povera di grassi, ricca di fibra e con livelli di amido moderati comporta livelli di colesterolo minori rispetto a diete aventi valori medi minori di glicerolo ed acidi grassi liberi rispetto alle crocchette.

Proteine nella dieta

Una buona dieta avrà livelli di proteine più elevati rispetto alle diete normali (>30% EM). Nei cani affetti da diabete si osservano microalbuminuria e proteinuria.

L-Carnitina nella dieta del cane diabetico

L-Carnitina è un nutriente essenziale che agisce sul metabolismo degli acidi grassi e la sua integrazione nella dieta inibisce l’acidosi e la chetogenesi durante il digiuno prolungato del cane, accentua la conversione dell’energia dall’ossidazione degli acidi grassi e protegge i muscoli dal catabolismo durante il dimagrimento.

I cani con diabete non controllato vanno incontro a perdita di peso, alterazione del metabolismo dei grassi, chetogenesi e modificazioni epatiche e possono quindi trarre vantaggio da una modificazione della dieta con L-carnitina. L’integrazione di L-carnitina promuove anche il mantenimento della massa corporea magra.

Cromo nella dieta del cane diabetico

Il cromo tripicolinato è un integratore minerale della dieta che è in grado di aumentare la clearance del glucosio dal sangue pari a circa il 10% nei cani sani. Questa integrazione è utile solo se il soggetto presenta una carenza di cromo.

Il cromo ha la funzione di aumentare la capacità dell’insulina di immagazzinare il glucosio ed è anche possibile che una sua inadeguata assunzione possa aumentare il rischio di contrarre il diabete.

Il cromo trivalente può essere tossico a dosi elevate mentre l somministrazione di cromo esavalente sembra che sia 10 volte più tossica di quella trivalente e non adatta nella dieta.

PUNTI CHE IL PROPRIETARIO DI UN CANE DIABETICO DEVE MONITORARE

La q.tà di cibo e di acqua consumate dal cane Polidipsia, l’anoressia o al contrario la polifagia possono essere segni di scarso controllo del diabete
Il peso corporeo del cane Le modificazioni del peso corporeo richiedono di modificare anche le dosi di insulina
Livello di attività del cane Fare attività fisica
Il momento dei pasti Suddividere la razione in 2 pasti giornalieri
La composizione dei pasti Non devono essere somministrati alimenti ricchi di zuccheri e grassi

Webiografia: http://www.ivis.org/advances/rc_it/A4606.0308.IT.pdf

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